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Digital Tips #67 - La guerra dello Streaming e la battaglia dei messaggi

Digital Tip, Generale, Intellectual Property

#1 Streaming is the new black Dopo che Big Company come Apple, con Apple TV Channels, Amazon con Amazon Prime Video, Sky con NowTV e le italiane Rai con RaiPlay e Mediaset con Infinity, è la volta di Disney...

#1 Streaming is the new black

Dopo che Big Company come Apple, con Apple TV Channels, Amazon con Amazon Prime Video, Sky con NowTV e le italiane Rai con RaiPlay e Mediaset con Infinity, è la volta di Disney per sfoderare il suo attacco a Netflix con l’annuncio del suo servizio di streaming tv Disney+. La casa madre di Topolino è pronta per lanciare l’applicazione negli Stati Uniti già a partire dal 12 Novembre di quest’anno.
L’Amministratore Delegato Disney, Bob Iger, rivela anche il prezzo, 6,99 dollari, e lo motiva specificando che, trattandosi della prima iniziativa di questo genere da parte della compagnia, si tratta di una mossa dettata dall’obiettivo specifico di attrarre più utenti possibili, e ciò per ottenere pareggio e profitto entro i primi 3 anni dal lancio dell’applicazione.

Cosa offrirà Disney+?

Il format così concepito comprenderà oltre a tutti i classici del brand, anche i contenuti dei marchi di proprietà Disney quali Pixar, Marvel, National Geografic e Lucasfilm. Per il primo anno è già prevista la produzione originale di 10 film e 25 serie tv, l’intera collezione di 30 stagioni dei Simpson, i più amati e conosciuti film Pixar, più 3 spin off degli Avengers e l’intera saga Star Wars.
La domanda che tutti si pongono ora è: cosa farà Netflix?

 

#2 La controffensiva di Netflix: 

l’ora degli investimenti

Se i concorrenti del colosso dello streaming stanno diventando sempre più agguerriti, Netflix non sembra mostrare preoccupanti segni di cedimento, rispondendo al fuoco avversario con poderosi investimenti. Di questi giorni è infatti la notizia che Netflix prevede di investire 200 milioni di euro nella produzione di film e serie tv targate Italia. Un impegno economico notevole che vede premiati il talento e la creatività italiani, e che sottolinea l’importanza strategica del nostro paese nel settore cinematografico e dell’intrattenimento, inserendo produzioni originali locali in una vetrina di portata internazionale. Giancarlo Leone, presidente APA (Associazione Produttori Audiovisivi) sostiene in proposito che la partnership tra produttori indipendenti italiani e Netflix costituisca un’opportunità unica che porterà con sé grandi vantaggi in termini di visibilità dei talenti e dei prodotti Made in Italy.

Quali nuovi titoli troveremo?

È un progetto questo che segue una già avviata line up di contenuti quali Baby, sullo scandalo delle baby squillo, Suburra – La serie, sul tema della criminalità romana di Ostia, e Sulla mia pelle, film sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi che ha anche regalato il David di Donatello al protagonista (di entrambe le produzioni) Alessandro Borghi. Alcune delle prossime uscite italiane su Netflix sono già state annunciate e tra queste figurano La Luna Nera, serie tv incentrata sul tema della stregoneria nel XVII secolo, Curon, film dalle tinte dark e soprannaturali, e l’adattamento del già celebre film tratto dal romanzo di Federico Moccia Tre metri sopra il cielo.
Non resta che aspettare!

 

#3 Integrazione verticale: 

l’assorbimento di Messenger

Sembra che i lavori siano già cominciati e che Facebook presto assorbirà, almeno in buona parte, le funzionalità di messaggistica istantanea ora deputate alla app Messenger. Tale processo di assimilazione è stato scoperto dalla già nota hacker Jane Manchun Wang, conosciuta per le sue ricerche sulle funzionalità app e social media. Il riassorbimento di Messenger sembra una mossa giunta non a caso, dopo il down delle app di proprietà di Facebook la scorsa settimana e dopo gli innumerevoli problemi legati alla privacy e ai dati degli utenti. Molti si sono lamentati anche dell’eccessiva pesantezza dei tool della app in termini di consumo delle risorse hardware dello smartphone.

Cosa succederà a Messenger?

Per il prossimo futuro è dunque previsto l’accorpamento dei principali prodotti di messaggistica del portafogli a disposizione di Zuckerberg, Instagram, Whastapp e Messenger, che renderà possibile l’interscambio di messaggi da un social all’altro. Messenger tuttavia non scomparirà del tutto: continuerà ad essere presente come app a sé stante anche dopo l’integrazione, ma con funzionalità e scopo differenti rispetto ad ora.

Digital Trends 2019 - #7 Il CEO accessibile e responsabile

Generale, Intellectual Property, Trend & Insight

"Innovating With Impact" Come emerge dal Digital Trends Report 2019, nell’era della digitalizzazione è sempre più fondamentale che le organizzazioni si assumano una responsabilità multidimensionale: devono dunque affrontare questa rivoluzione tenendo in considerazione l’impatto che esse...

“Innovating With Impact”

Come emerge dal Digital Trends Report 2019, nell’era della digitalizzazione è sempre più fondamentale che le organizzazioni si assumano una responsabilità multidimensionale: devono dunque affrontare questa rivoluzione tenendo in considerazione l’impatto che esse andranno ad avere sul business, sui propri consumatori, ma specialmente sulla società. Nell’era in cui l’innovazione digitale modifica continuamente il nostro modo di lavorare, di vivere e di interagire con i brand, è importante che le organizzazioni abbiano un impatto positivo e significativo in ogni ambito. 

#7 Il CEO accessibile e responsabile

Dai dati del report sui Digital Trends emerge che il 56% delle persone hanno poco rispetto per quei CEO che rimangono silenti su questioni di grande rilevanza. Secondo l’annuale indagine condotta dalla stessa Edelman, il Trust Barometer, emerge sempre più chiaramente che i datori di lavoro e i CEO, nei quali è riposto il più alto livello di fiducia rispetto a Governo, ONG e Media, sono chiamati a guidare il cambiamento. Ad oggi sono elevate le aspettative di accessibilità e trasparenza dei dipendenti nei confronti dei propri capi, e si estendono anche sulla loro presenza sui social network. La posizione di executive impone a chi la ricopre di trattare i social alla stregua di canali di comunicazione ufficiali, adattando di conseguenza la loro immagine, poiché attraverso essi è possibile avere un impatto sul business e sul sentimento dei dipendenti all’interno dell’azienda.

Perché è interessante questo trend?

Per i leader delle imprese è fondamentale mettere al primo posto la responsabilità, bilanciando l’autorevolezza della propria posizione con la sensibilità nei confronti dei propri dipendenti e clienti, e definire una appropriata rappresentazione del brand anche attraverso una coordinazione intelligente dei canali social. Farsi portatori di cambiamento implica scendere in campo in prima persona, non solo all’interno dell’ambiente lavorativo, ma anche e soprattutto nell’affrontare tematiche di rilevanza sociale e politica.

Per approfondire, qui il link del documento originale

Riflessioni su cibo e dintorni: #1 Nutrizione e benessere reinventati

Generale, Intellectual Property, Trend & Insight

Riflessioni su cibo e dintorni torna con i nuovi Food & Beverage Trends 2019, la ricerca Edelman che, come ogni anno, raccoglie le ultime tendenze del settore a livello globale, dalla Cina al Sud Africa,...

Riflessioni su cibo e dintorni torna con i nuovi Food & Beverage Trends 2019, la ricerca Edelman che, come ogni anno, raccoglie le ultime tendenze del settore a livello globale, dalla Cina al Sud Africa, dall’Argentina al Canada, dall’Italia all’Australia. Sia presi singolarmente, sia nel loro insieme, quest’anno gli Edelman Food Trends rivelano come il settore stia attraversando grandi cambiamenti, il cui impatto si manifesta “oltre” la cucina e la tavola. Tendenze dirompenti o semplicemente evoluzione dei movimenti del passato, quest’anno la loro narrazione ruota intorno ad un approccio fortemente salutistico, molto più sostenibile e una maggiore preoccupazione per l’impatto che quanto consumiamo ha sull’ambiente e la società. A differenza delle scorse edizioni questa vedrà le suggestioni relative ai Food Trends raggruppate in quattro categorie: nutrizione e benessere, nuovi gusti e nuovi ingredienti, sostenibilità al centro, cibo e società.

Buona lettura!

Mentre le più particolari diete, come la paleozona e la ketogenica, continuano ad emergere e incuriosire gli appassionati del mangiar sano, sta maturando una decisa evoluzione verso un approccio più naturale e olistico dei concetti di nutrizione e benessere, che va oltre la semplice attenzione al peso. Tra i trend più in voga troveremo polveri in grado di trasformare le proprietà nutritive degli alimenti, burro e grassi alternativi in grado di sostituire in maniera più sana e leggera gli oli tradizionali più comunemente usati, e una dieta basata sul controllo degli zuccheri – FODMAP. Tutto ciò a partire dall’esigenza di una nutrizione sempre più personalizzata, aspetto che sta cambiando anche il modo in cui le aziende si approcciano all’innovazione nel settore alimentare.

#1 Il tuo DNA, la tua dieta

Numerose aziende in tutto il mondo stanno sviluppando sistemi per mettere a punto diete sempre più personalizzate, che si adattino alla genetica della persona, ai suoi gusti e necessità nutritive: questo attraverso lo studio del DNA.

Nella regione EMEA spiccano alcune iniziative: Future of Food, che prevede una drastica riduzione del consumo di carne e latticini entro il 2028, e il progetto Food4Me: promosso in tutta Europa, assieme allo studio condotto da Predimed, ha dimostrato che una dieta personalizzata sulle caratteristiche specifiche dell’individuo può diventare un elemento chiave nella prevenzione di malattie e disturbi, anche, ma non necessariamente, legati al cibo.
Se da una parte l’Università di Monaco sostiene non vi siano prove dei reali effetti benefici della genetica sul consumo di calorie, di carboidrati e di grassi, dal Regno Unito giungono segnali positivi. La dieta “perfetta” dovrebbe essere impostata proprio a partire dal DNA, pur tenendo sempre in considerazione piccole variazioni che, a seconda delle abitudini alimentari, rendono ciò che fa bene ed è salutare per una persona motivo di aumento o perdita di peso per un’altra.

Cosa c’è da aspettarsi da questo trend?

Una richiesta sempre maggiore da parte dei consumatori di plasmare le proprie abitudini alimentari e la propria dieta su sé stessi: non una semplice dieta personalizzata, ma del tutto unica e propria che diventa un’estensione della “customizzazione” dell’esperienza alimentare.

 

#2 Superpolveri

Gli anni precedenti hanno visto la ribalta dei superfood: oggi gli stessi superfood hanno preso il centro della scena sotto forma di superpowder (superpolveri). Il loro vantaggio consiste nel poter essere più facilmente incorporate in ogni tipo di prodotto. Molte delle polveri ottenute da erbe tradizionali e antiche, da noci e piante, sembra possano giovare alle funzioni cerebrali, avendo effetti positivi anche sul sonno.
In particolare spicca in questo trend il Moon Milk: una bevanda di origine indiana che prevede l’aggiunta di erbe e miele a latte caldo, considerata un ottimo rimedio contro l’insonnia.

Seguendo questa scia, in Italia sempre più persone cercano e scelgono cibi e bevande che supportino una sana attività cerebrale, rafforzino le ossa, migliorino la digestione e la salute del cuore. In gran voga oggi, ma già sfruttatissimo in passato specialmente in Sicilia – da cui il nome – il Sommacco Siciliano: un arbusto dalle bacche rosso-brune, che se mangiate fresche possono essere velenose, di cui si sfruttano prevalentemente le foglie e la corteccia per le loro proprietà astringenti, antinfiammatorie e antiossidanti, oltre che per l’elevata concentrazione di vitamina C che aiuta ad abbassare il livello degli zuccheri del sangue.

Un altro alimento popolarissimo gli anni scorsi ha visto un nuovo utilizzo sotto forma di polvere: usato prima soprattutto per macchiare il latte o farne un cappuccino aromatico, oggi il Matcha è un ingrediente frequente nei menù di ristoranti e specialmente nei dolci, dal gelato ai macaron francesi.

Cosa c’è da aspettarsi da questo trend?

Che le aziende, approcciandosi ad un nuovo segmento del settore, assecondino il desiderio di uno stile di vita più salutare dei consumatori proponendo nuove superpolveri.

 

#3 Burri e oli alternativi

In linea con la generale tendenza a volere uno stile di vita sano, negli scorsi anni diete come la paleo e la keto hanno raggiunto il loro apice. Oggi, al di là del tipo di dieta che si desidera adottare, il trend comune è quello che vorrebbe sostituire i classici burro e olio con i loro corrispettivi sani. Le alternative sono a dir poco numerose e comprendono burri ricavati da frutti come l’avocado e il cocco, dall’aquafaba e persino dai semi di zucca, tanto che ne è nato un dibattito intorno alla stessa definizione di “burro”.

Quest’anno i riflettori sono puntati su un burro in particolare: il Ghee. Di origine indiana, è un burro chiarificato da cui è stata eliminata ogni parte grassa solida, compreso il lattosio.
I grassi alternativi stanno rimodellando non soltanto le abitudini alimentari delle persone, ma anche i modi di cucinare di ristoranti e chef.
In Europa stanno avendo un grande successo la cucina e la pasticceria vegana in cui al posto del classico burro vengono utilizzati burro di fave e oli vegetali a bassissimo contenuto di grassi come quello di semi di lino.

Cosa c’è da aspettarsi da questo trend?

Ultimamente stiamo assistendo ad un generale cambiamento della mentalità del consumatore nei confronti degli alimenti a base animale: c’è maggior attenzione all’impatto ambientale e al benessere animale stesso, e ciò contribuisce alla costante crescita nella richiesta di alternative più salutari e sostenibili.

 

#4 La dieta senza FODMAP

Non si tratta di una dieta il cui scopo è regolare il peso, ma una vera e propria necessità per chi soffre di disturbi legati all’intestino: si stima infatti che il 15% della popolazione soffra della sindrome da colon irritabile, una condizione che limita l’assunzione di alcuni alimenti e che nei casi più gravi ne prevede la totale eliminazione. Tra questi rientrano i FODMAP, sigla che corrisponde a cibi i cui componenti sono Fermentabili, Oligo-, Di-, Mono-Saccaridi e Polioli, ossia carboidrati e zuccheri che non vengono digeriti e assorbiti correttamente dall’intestino.

Come funziona la dieta Low-FODMAP? In una prima fase l’ideale è eliminare completamente alimenti di questo genere. Sembra impossibile, ma fortunatamente esistono innumerevoli alternative come il latte di mandorle o di noci e prodotti totalmente gluten-free. Adottando questo metodo se ne potranno notare, già dopo qualche giorno, gli effetti positivi sulla digestione e una notevole diminuzione del senso di pesantezza.

 Cosa c’è da aspettarsi da questo trend?

Una sempre maggiore attenzione da parte delle aziende del settore alimentare verso la necessità dei consumatori di acquistare prodotti FODMAP-friendly.

Digital Trends 2019 - #6 More innovation, more expectations

Generale, Intellectual Property, Trend & Insight

"Innovating With Impact" Come emerge dal Digital Trends Report 2019, nell’era della digitalizzazione è sempre più fondamentale che le organizzazioni si assumano una responsabilità multidimensionale: devono dunque affrontare questa rivoluzione tenendo in considerazione l’impatto che esse...

“Innovating With Impact”

Come emerge dal Digital Trends Report 2019, nell’era della digitalizzazione è sempre più fondamentale che le organizzazioni si assumano una responsabilità multidimensionale: devono dunque affrontare questa rivoluzione tenendo in considerazione l’impatto che esse andranno ad avere sul business, sui propri consumatori, ma specialmente sulla società. Nell’era in cui l’innovazione digitale modifica continuamente il nostro modo di lavorare, di vivere e di interagire con i brand, è importante che le organizzazioni abbiano un impatto positivo e significativo in ogni ambito. 

#6 More innovation, more expectations

Dai precedenti trend si può indubbiamente trarre una conclusione: le aspettative di rilevanza e personalizzazione da parte dei consumatori sono cresciute e continuano a crescere all’evolvere dell’innovazione tecnologica. I brand d’altro canto stanno diventando sempre più abili a rispondere alle loro esigenze, indipendentemente dal tempo, dal luogo e dal dispositivo di utilizzo. Per gli addetti del marketing esperienze come quelle che fanno vivere tecnologie indossabili, auto intelligenti, dispositivi di gestione domestica smart e voice command costituiscono dei ponti tra il mondo digitale e il mondo fisico in grado di aprire a  nuove e infinite possibilità.

Perché ci interessa questo trend?

Ciò che il consumatore si aspetta dalla customer experience oggi non può essere legato ad una sola modalità di accesso, anzi deve potervi accedere attraverso qualsiasi mezzo – omnicanalità – e allo stesso tempo l’esperienza che ne scaturisce deve essere “seamless”, ossia in ogni luogo e in ogni momento. Per far sì che la strategia impostata abbia rilevanza e che l’engagement sia d’impatto è necessario che i brand tengano conto di tre, fondamentali, “C”: Contenuto – che rimandi al brand sia online che offline; Coerenza – nel tono e nell’aspetto; Contesto – come antidoto alla proliferazione di piattaforme infinite e caotiche. Come? Pianificando una strategia chiara, iniziando piano e sfruttando i dati a disposizione con metodo.

Per approfondire, qui il link del documento originale

Digital Trends 2019 - #5 Nuovi contesti di commercio

Generale, Intellectual Property, Trend & Insight

"Innovating With Impact" Come emerge dal Digital Trends Report 2019, nell’era della digitalizzazione è sempre più fondamentale che le organizzazioni si assumano una responsabilità multidimensionale: devono dunque affrontare questa rivoluzione tenendo in considerazione l’impatto che esse...

“Innovating With Impact”

Come emerge dal Digital Trends Report 2019, nell’era della digitalizzazione è sempre più fondamentale che le organizzazioni si assumano una responsabilità multidimensionale: devono dunque affrontare questa rivoluzione tenendo in considerazione l’impatto che esse andranno ad avere sul business, sui propri consumatori, ma specialmente sulla società. Nell’era in cui l’innovazione digitale modifica continuamente il nostro modo di lavorare, di vivere e di interagire con i brand, è importante che le organizzazioni abbiano un impatto positivo e significativo in ogni ambito. 

 

#5 Nuovi contesti di commercio

Con la trasformazione digitale in atto anche il contesto degli acquisti online è cambiato e continua a cambiare: dall’e-commerce oggi molti brand stanno iniziando a muoversi verso il social-commerce. La necessità di tale spostamento nasce da una sempre più crescente aspettativa dei consumatori, che vogliono essere coinvolti in prima persona. I brand dunque devono adattare la propria strategia social e i suoi contenuti in modo tale da incontrare i clienti esattamente su ciò che vogliono, per semplificare il processo d’acquisto e rendere memorabile l’esperienza del prodotto.

 

Perché è interessante questo trend?

Stando ai dati 2 italiani su 3 effettuano acquisti o pagamenti online, e, nel 2018, il 42% l’ha fatto da dispositivi mobile. In un contesto in cui le piattaforme social stanno catalizzando come mai prima d’ora l’interazione tra consumatore e brand, è importante che i brand capiscano quale strategia adottare, ma soprattutto su quale piattaforma, e quando è il momento di chiamare in causa i giocatori di punta (Instagram, Snapchat, Pinterest ecc.). Da non sottovalutare è, in questo senso, la crescita degli acquisti per categorie merceologiche, che oggi vede cibo e prodotti per la cura della persona salire del 18% e arredamento e domestici del 16%.

 

Per approfondire, qui il link del documento originale

Digital Tips #66 - Copyright, privacy e social-commerce

Digital Tip, Generale, Intellectual Property

#1 Il nuovo Copyright Europeo Negli ultimi giorni chiunque abbia provato a cercare una voce su Wikipedia si è trovato di fronte una pagina oscurata che recitava: “questa può essere la nostra ultima opportunità”.È infatti...

#1 Il nuovo Copyright Europeo

Negli ultimi giorni chiunque abbia provato a cercare una voce su Wikipedia si è trovato di fronte una pagina oscurata che recitava: “questa può essere la nostra ultima opportunità”.
È infatti stata approvata dal Consiglio Europeo la nuova direttiva sul diritto d’autore che regolamenta il copyright. Sono stati due in particolare gli articoli, 11 e 13, che hanno sollevato numerose polemiche: questi riguardano rispettivamente il compenso dovuto agli editori nel caso di riutilizzo di articoli giornalistici e la responsabilità delle piattaforme online.

L’articolo 11 concede agli editori l’esclusività di autorizzare la ripubblicazione di articoli. Questi e tutte le notizie dovranno essere soggette a licenza, tranne nei casi di “singole parole” o “brevi estratti”.

L’articolo 13 invece stabilisce che tutte le piattaforme online che consentono il caricamento di contenuti da parte di utenti (proprio come Wikipedia) devono acquisire specifiche licenze per tali contenuti.

Bruxelles ha approvato con 348 voti a favore la riforma il cui scopo sarebbe contrastare le Big Tech americane, che hanno sfruttato la loro posizione in proprio favore nelle ricerche internet e nella gestione di dati riservati degli utenti, e impedire che il loro dominio assoggetti anche l’Europa. Rimangono tuttavia dubbi su come Bruxelles intende affrontare la questione: di fronte a colossi come Google, Amazon, Apple (solo per citarne alcune) ricorrere all’Antitrust forse non è sufficiente, e nemmeno sarebbe una mossa in favore degli utenti e delle realtà aziendali che oggi godono dei benefici del Big Tech. Dunque, la domanda è: cosa e come faranno utenti e aziende, specialmente le piccole, che basano parte della loro attività su contenuti online queste nuove norme?

#2 Facebook: da “piazza pubblica” a “salotto di casa”

In una nota scritta sul social network, il patron di Facebook Mark Zuckerberg condivide i suoi piani per integrare Instagram, Whatsapp e Messenger al fine di spostare gli utenti verso conversazioni private: la strategia esposta nel suo Manifesto della Privacy, così come lo chiama Zuckerberg stesso, prevede uno spostamento delle interazioni Facebook da quella che oggi è una vera e propria “piazza pubblica” virtuale ad un più ristretto “salotto”.

Negli ultimi anni la piattaforma ha visto le critiche di molti proprio a causa della sua  privacy policy, che ne ha minato la reputazione generale. Ma Zuckerberg sembra essere questa volta intenzionato ad assecondare il desiderio degli utenti di comunicare in modo privato con i propri amici e/o contatti, tutelandone le conversazioni e facendoli sentire come nel proprio salotto di casa: un ambiente familiare e protetto. Nella sua nota sottolinea infatti che «la privacy dà alle persone la libertà di sentirsi ed essere sé stessi e dialogare in modo più naturale. Questo è il motivo per cui esistono i social network».

#3 Dallo shopping online al social-commerce: come fare acquisti su Instagram

Da tempo Instagram stava lavorando per integrare l’e-commerce alla piattaforma: fino a questo momento faceva da semplice veicolo tra consumatore e sito di riferimento, dove di fatto si svolgevano gli acquisti. Da oggi, per il momento soltanto negli Stati Uniti, acquistare direttamente su Instagram sarà possibile cliccando sul nuovo pulsante bluCheckout on Instagram”: dopo aver inserito la mail, confermato il metodo di pagamento e l’indirizzo di spedizione la app provvederà a completare l’ordine. Ci si aspetta che la funzione diventi presto disponibile in molti altri paesi.

La novità di Checkout ha l’intento di agevolare e rendere più veloce lo shopping online sulla app. La versione base mette a disposizione prodotti di più di 20 brand tra cui Nike, Adidas, H&M, Zara, Mac Cosmetics, fino ai lussuosi Michael Kors, Oscar De La Renta, Dior, Prada.

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